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Come degradare un vescovo, o la saggezza degli antichi

La Biblioteca del Campo Santo Teutonico custodisce numerosi tesori, tra cui un Pontificale Romano in pelle rossa e dorata del 1888, anno di fondazione dell’Istituto Romano della Società di Görres. Il Pontificale contiene riti riservati al vescovo e, tra essi, si trovano cose sorprendenti come, ad esempio, nella terza parte (pp. 87-94), la “Forma degradationis”, ovvero, i riti per la deposizione di un chierico (laicizzazione), dal vescovo fino al tonsurato. In tali riti si esprime una saggezza secolare della Chiesa nel trattare con notori criminali in vesti clericali, una saggezza che si è persa nell’ottimismo del periodo postconciliare e che fu seppellita insieme con l’antica liturgia.

Nel passato, tuttavia, come attesta il Pontificale, i chierici non venivano semplicemente destituiti con un atto burocratico, ma erano ritualmente degradati passo dopo passo davanti all’assemblea ecclesiale. In quel modo, estremamente doloroso per l’imputato, tutto ciò che fino ad allora lo aveva contraddistinto era simbolicamente sottratto a lui. Ciò aveva indubbiamente un effetto deterrente. Chiunque si faceva sottoporre a una tale procedura, almeno per non essere scomunicato, doveva avere i nervi saldi.

Il cardinale McCarrick, ad esempio, si sarebbe aspettato la seguente procedura:

Dovrebbe comparire davanti al Papa in tutti i suoi paramenti e con tutte le insegne della sua dignità e inginocchiarsi davanti a lui. Poi il Papa prenderebbe tutto dal suo corpo, pezzo per pezzo, recitando preghiere affilatissime. All’inizio, il Papa gli toglierebbe il pallio (dignità arcivescovile) dalla spalla, “poiché ne hai abusato”. Poi gli toglierebbe la mitra dalla testa, “poiché l’hai contaminata con il tuo modo di governare malvagio”. Poi gli prenderebbe il libro del Vangelo dalla mano, “poiché tu, spregiatore della Grazia, hai predicato indegnamente”. Poi gli toglierebbe l’anello dal dito, “poiché tu sfacciatamente hai inflitto ferite alla sposa di Dio stesso, la Chiesa”. Poi gli toglierebbe il pastorale, “poiché, invece di aiutare a migliorare, hai solo creato confusione”. Poi gli toglierebbe ancora i guanti del degradato. Il Papa lo raderebbe ancora (simbolicamente) i pollici e le palme con un coltello o con una sorta di vetro, “affinché tu non possa più offrire sacrifici e benedire”. E allo stesso modo, il Papa (simbolicamente) lo raderebbe la testa “per cancellare la consacrazione, la benedizione e l’unzione che hai ricevuto”. E poi gli togliere anche le scarpe.

Ma non sarebbe ancora finita. Dopo tutto ciò, il Papa gli toglierebbe ancora tutti i segni della dignità di sacerdote, diacono, suddiacono, accolito, esorcista, lettore ed ostiario, come ad esempio i paramenti. Alla fine, simbolicamente, gli verrebbe tolta anche la tonsura: il Papa, con l’aiuto di un parrucchiere, taglierebbe completamente i capelli dell’imputato. Poi, allora, la persona degradata dovrebbe togliersi l’abito ecclesiastico e vestirsi con abiti civili.

Alla fine, ancora, il degradato verrebbe consegnato dal Papa al giudice secolare presente alla cerimonia. L’imputato, quindi, non potrebbe sfuggire alla sua punizione civile.